Viene da chiedersi se esista una via d’uscita.
E, a quanto pare c’è.
Si chiama Marketing delle 6A, un sistema testato nelle grosse aziende, ma anche nelle classiche PMI, che si basa su 6 step.
1: Analisi
È il punto di partenza fondamentale ed anche il più corposo, occupando circa ¼ del tempo totale.
È il lavoro meno sexy, diciamo, ma il più importante.
È come costruire le fondamenta di una casa.
Se le sbagli, tutto quello che costruisci sopra crollerà.
Qui si studiano il contesto, il mercato, la concorrenza.
Non si tratta di riempire slide di dati inutili, ma di rispondere a domande fondamentali.
- Dove stiamo giocando?
- Quali sono le regole?
- Chi sono gli altri giocatori?
Partire senza questa consapevolezza è andare allo sbaraglio.
2: Ascolto
Questa seconda A è la vera frontiera del marketing agile, perché sposta il focus dall’azienda al cliente in modo radicale.
L’obiettivo è superare il concetto freddo di target e creare profili quasi vivi dei clienti ideali.
Le famose user personas.
Dobbiamo capire cosa li tiene svegli la notte, quali sono le loro frustrazioni, le loro aspirazioni.
Questo a cosa serve?
Serve a creare contenuti che non siano un’interruzione, ma una risposta a una sua domanda.
È il cuore dell’inbound marketing.
Invece di urlare la tua pubblicità, crei contenuti così utili che sono i clienti a venire a cercarti.
E ora che hai capito il contesto e le persone, devi decidere cosa fare, con la terza A.
3: Assunti strategici
È il momento in cui decidi la rotta, e rispondi alla domanda di prima:
Perché un cliente dovrebbe scegliere te?
In questa terza A si definisce la proposta di valore unica e si fissano gli obiettivi a lungo termine.
- Vuoi crescere?
- Vuoi difendere la tua posizione?
- O forse devi fare un passo indietro?
Strumenti come la matrice TOS, che è una SWOT più dinamica, servono proprio a generare opzioni strategiche concrete.
5: Azioni
Con questa quinta A, entri nel dettaglio esecutivo.
Per ogni attività devi decidere chi è responsabile, chi fa, chi risponde, chi va consultato, e chi solo informato.
Fine delle scuse.
E tutto questo finisce in un calendario operativo, che dà ritmo e costanza all’azione.
6: Accertamento dei risultati
Questa sesta e ultima A è la risposta diretta alla mancanza di misurazione, nonché la chiusura del cerchio.
Ciò che rende il sistema davvero agile.
Non si tratta solo di guardare il fatturato a fine anno.
Si tratta di creare report costanti, usando strumenti come la balance-scorecard, che valuta la performance da più punti di vista.
- Finanziario
- Del cliente
- Dei processi interni
- Della capacità di imparare
E questo alimenta il ciclo successivo:
misuro, imparo e sulla base di quello che ho imparato correggo la strategia.
È un miglioramento continuo.