La filosofia M2I: perché unire dati e intuizione fa funzionare le aziende
Le origini di M2I: una visione controcorrente
Tutto nasce nella primavera del 2002, quando viene fondata M2I.
Con una mission che, a leggerla oggi, sembra quasi controcorrente.
Non parlavamo di fatturato, né di quote di mercato.
La nostra missione era contribuire all’aumento della cultura manageriale nelle imprese a vocazione imprenditoriale.
Che in pratica vuol dire aiutare le aziende, soprattutto quelle con un’anima, con un imprenditore forte alla guida… a crescere, ad avere una struttura forte.
Un trasferimento di sapere, appunto, più che una semplice consulenza.
E la cosa interessante è che siamo partiti da 20 anni di esperienza manageriale, quindi non proprio degli sprovveduti.
Un ponte tra grandi aziende e PMI
Abbiamo imparato a lavorare con realtà molto diverse tra loro, dai professionisti alle multinazionali.
Che a prima vista sembra quasi un’incoerenza, un piccolo tradimento della missione originale.
Ma quello che poteva sembrare un errore di rotta si è rivelato un colpo di fortuna.
La nostra grande intuizione ci ha permesso di capire che l’innovazione non nasce mai in un laboratorio isolato.
Nasce dal dialogo tra mondi diversi.
Da una parte avevamo le grandi aziende, con il loro budget, le tecnologie, i processi super-strutturati.
E dall’altra le piccole e medie imprese.
Magari con meno risorse, ma con fame di cambiamento…
E una rapidità decisionale che le multinazionali, beh, si sognano.
Quindi M2I si è messa proprio lì, in mezzo.
Abbiamo capito che il nostro vero ruolo non era stare da una parte o dall’altra, ma fare da ponte.
Portare la disciplina e le possibilità dei grandi dentro l’agilità e la volontà dei piccoli.
E, dove possibile, viceversa.
Così abbiamo trovato la nostra vocazione:
Lavorare assiduamente dentro al cambiamento.
È il nostro DNA.
E questa scoperta, nata quasi per caso, ci porta a definire l’innovazione in un modo molto particolare.
Non come qualcosa di assoluto.
La nostra visione è molto più pragmatica, e molto più utile per le aziende.
Per noi l’innovazione è relativa al contesto dell’azienda.
Pensa a un panificio artigianale.
Se questo panificio adotta un sistema di prenotazione online, che fino a ieri usava solo il ristorante Stellato in fondo alla via, per lui quella è un’innovazione enorme.
Certo, non ha inventato le prenotazioni online, ma ha innovato radicalmente il suo modo di lavorare e di servire i clienti.
Quindi l’innovazione non è per forza un brevetto, ma è un passo avanti rispetto a dove eri ieri.
E questo rende l’innovazione un processo accessibile, un miglioramento continuo – non un evento irraggiungibile che capita una volta ogni dieci anni.
Ed è per questo che la nostra filosofia si adatta a settori molto diversi.
Dall’alimentare alla meccanica, dalle costruzioni ai servizi.
Le tecniche specifiche cambiano, ovvio, ma l’idea di fondo resta sempre la stessa.
Il nostro mantra sull’innovazione
Questo ci porta al nostro mantra:
“Muoversi verso l’innovazione”
Non arrivare all’innovazione.
L’accento è sul percorso, e c’è una bella differenza.
Però c’è il rischio che venga interpretata male.
Che diventi una scusa per muoversi continuamente senza mai arrivare da nessuna parte.
E la nostra risposta è molto pratica.
Per evitare che il movimento diventi un vagare senza meta, abbiamo costruito una mappa.
Un metodo molto strutturato.
Nasce il metodo 6A
L’idea di muoversi verso l’innovazione è affascinante, ma suona anche un pò astratta.
Ci immaginiamo te che leggi e pensi: “Bello, ma domani mattina, in pratica, cosa faccio?”
È qui che entra in gioco il nostro Marketing delle 6A.
Una specie di navigatore per questo viaggio.
È il nostro modo per tradurre la filosofia in azione.
È un percorso logico, sequenziale, che costringe a unire strategia e operatività.
A trasformare i dati in decisioni.
A capire che i dati sono il punto di partenza di tutto.
Due forze che collaborano
Riusciamo a fondere due elementi che sembrano opposti, e farli convivere molto bene.
Da un lato c’è l’intuizione che nasce da decenni di esperienza sul campo… quell’istinto manageriale che sa riconoscere i segnali deboli del mercato e fiutare le opportunità.
Dall’altro lato però c’è un approccio estremamente rigoroso e strutturato, basato sui dati.
Non ci affidiamo solo all’istinto, ma nemmeno solo ai fogli di calcolo.
Li facciamo dialogare.
E l’obiettivo finale, tornando a quella missione originale del 2002, non è semplicemente vendere un servizio di consulenza.
L’obiettivo è molto più profondo, ambizioso e coerente con la nostra missione:
Elevare la cultura manageriale delle aziende con cui lavoriamo per renderle autonome.
Renderle capaci di integrare l’innovazione come un processo quotidiano, di farsi guidare dai dati, ma senza perdere la propria anima imprenditoriale.
Siamo molto selettivi, non cerchiamo clienti qualunque.
Cerchiamo aziende che hanno una missione, che credono nel proprio progetto e lo portano avanti con orgoglio.
Questo allineamento di valori è quasi una precondizione per poter lavorare insieme con successo.
Chi c’è dietro il metodo M2I
Se leggendo questo articolo hai riconosciuto situazioni che vivi ogni giorno, non è un caso.
Il metodo M2I non nasce da teoria o da modelli astratti, ma da persone che hanno lavorato a lungo dentro le aziende.
Che hanno affrontato gli stessi problemi che oggi aiutiamo a risolvere.
Dietro M2I c’è un team che unisce competenze diverse, ma con un punto in comune:
far funzionare le cose nella realtà quotidiana, non solo sulla carta.
Ognuno porta la sua esperienza su decisioni, organizzazione, marketing e innovazione.
Con l’obiettivo di rendere la tua azienda più ordinata e meno dipendente da scelte urgenti ed improvvisate.
Se vuoi capire chi siamo, puoi approfondire nella pagina dedicata.
Troverai le presentazioni di tutti i componenti dell’agenzia e il percorso che ci ha portato a costruire M2I così com’è oggi.
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